Biancamaria, “schiava” di Malaparte

Biancamaria Fabbri

Biancamaria Fabbri

Dopo i tre anni vissuti con Malaparte, se devo fare un’analisi devo dire che mi sono restati o che ho vissuto solo giorni da buttare. (…) Nessuno poteva essere come lui. E il mondo? Com’era bello, allegro, pulito quando me lo ha fatto scoprire! Una festa di odori, di colori! Ho anche viaggiato, ma nessuno è più riuscito a farmi apprezzare il canto di un uccellino, o il colore di un tramonto, non ho più visto il mare color corallo e la gente mi è sembrata sempre più scadente. 

Quando incontrò per la prima volta Curzio Malaparte, all’epoca famoso e discusso autore dello “scandaloso” romanzo La Pelle, Biancamaria Fabbri era una ragazza milanese di belle speranze. Fotomodella, con l’ambizione di lavorare nel mondo del cinema, riuscì a convincere il severo nonno a lasciarla partire per Roma, per il provino de Il Cristo Proibito, esordio registico del “maledetto toscano”, che l’aveva convocata dopo aver visto alcune sue foto sul Corriere Lombardo.

Biancamaria Fabbri con Alberto Lattuada

Biancamaria Fabbri con Alberto Lattuada

Biancamaria non fu scelta per il ruolo da protagonista, ma in compenso iniziò, dopo liti, insulti, accuse e l’invidia di una segretaria calunniatrice, una travagliata relazione con uno degli uomini più amati e odiati del secondo dopoguerra: gelosissimo, un po’ egoista e accentratore, Malaparte introdusse la giovane, neanche ventenne, ne la crème del bel mondo: dalla villa di Forte dei Marmi a Capri, poi a Roma e Parigi, in un continuo rutilante via vai di cene di gala, incontri con celebrità del cinema, viaggi improvvisati. E al suo fianco, un uomo bello e altero, che diffondeva successo come profumo, al suo passaggio. E come lei, la gente era soggiogata dal suo fascino (…); si comportava in modo camaleontico, cambiando parere a seconda delle persone che facevano parte della troupe… 

Curzio Malaparte

Curzio Malaparte

Ingenua, inesperta, Biancamaria racconta con sincerità a tratti naif il suo “romanzo di formazione”; in Provenza fece visita a tre grandissimi pittori, Chagall, Matisse e Picasso, che però non fece una grande impressione alla giovane: era scontroso e irascibile: parlò con Malaparte, non con me, io ero nessuno. Ci offrì del vino buttandolo con malagrazia su un tavolaccio fratino intagliato e corroso, in una cucina con un grande camino (…).  

Divertente l’episodio con Jean Marais: Biancamaria Fabbri, a cena con lui e Cocteau, guardò rapita l’attore per tutta la sera, sfoggiando il suo francese; la sera dopo arriva imprevisto un mazzo di rose rosse. Malaparte fa il geloso, insinua che la ragazza abbia fatto colpo; ma quando, emozionata, legge il biglietto, c’è scritto “Cogliona, sono io”.

Curzio Malaparte

Curzio Malaparte

Vivere con un personaggio da tale levatura non è facile: Biancamaria arriva sempre dopo tutto, a volte si sente un oggetto, trascurata e reclusa, sola, anche nella stupenda villa caprese; sarà questo il motivo della sua fuga, a cui Malaparte tenterà invano di rimediare. Eppure, a distanza di anni, confessa che avrebbe perdonato, sarebbe tornata con lui, nonostante tutto. Nel 1979, più di vent’anni dopo la morte dello scrittore, la Fabbri decide di lasciare una testimonianza dei suoi anni vissuti con Malaparte: è Oriana Fallaci, amica comune della coppia, a spronarla e a suggerirle di descrivere con sincerità e candore la loro storia, compresi i sentimenti di inferiorità e di ammirazione che la giovane provava.

L’orgoglio, la riservatezza, la profondità di sentimenti nascosti sotto un egoismo di difesa, il sincero amore per i cani: alcuni tratti del Malaparte privato che emergono nell’appassionato racconto della donna che visse con lui tre anni, non certo facili, ma che l’avrebbero segnata indelebilmente, regalandole ricordi impossibili da imitare.

(Biancamaria Fabbri, Schiava di Malaparte, Edicoop, 1980)

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3 risposte a Biancamaria, “schiava” di Malaparte

  1. madamearquebuse ha detto:

    Poiché ultimamente ricevo numerose visite con la chiave di ricerca “Biancamaria Fabbri”, sarei lieta, se dovesse trattarsi della stessa signora o di qualche suo parente, di mettermi in contatto: il mio indirizzo mail è indicato sull’icona, altrimenti lasci pure un commento qui. Grazie!

    • Lidia ha detto:

      Salve,
      Forse sono io ma mi spiace deluderla, sto semplicemente facendo un approfondimento personale sulla figura e l’opera di Malaparte.
      Grazie per la interessante recensione e mi scuso ancora se l’ho infastidita.

      Lidia

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