Il fascino del Golem

La possibilità di dare la vita alla materia inerte è un tema che affascina l’uomo da tempo immemorabile. Una delle leggende più antiche e misteriose in merito è quella del Golem, che deriva dal folklore ebraico. Il Golem è un gigante d’argilla di sembianze umane che può essere animato e reso fedele servitore da chi abbia una conoscenza approfondita della Cabala: per far sì che il prodigio si compia, è necessario pronunciare una parola magica in ebraico. Una volta animatosi, il Golem eseguirà qualsisi ordine del suo creatore, ma non potrà provare sentimenti ed emozioni, essendo privo di un’anima. Tra i vari rabbini “specializzati” nella creazione di Golem il più famoso è probabilmente il rabbino Loew, che a visse a Praga nel XVI secolo. Secondo la leggenda, per difendere la popolazione ebraica dall’accusa di operare  stregonerie, accusa che li avrebbe costretti ad abbandonare la città, Loew, ispirato dal demone Astaroth, si sarebbe servito del Golem per difendere il suo popolo, ma poi la creatura gli sarebbe sfuggita di mano, causando diversi danni. Si racconta che poi il Golem, privato della vita, sarebbe stato nascosto (e forse si trova tuttora) nella soffitta polverosa della Sinagoga di Praga.

Der Golem, wie er in die Welt kam (1920)

Questa figura esoterica e soprannaturale non mancò di affascinare l’Espressionismo tedesco, all’inizio del XX secolo: dal romanzo omonimo di Gustav Meyrink fino ai film muti di Paul Wegener, Der Golem del 1915 e il più famoso Der Golem, wie er in die Welt kam del 1920.   Protagonisti sono Loew e la sua creatura, che però ad un certo punto si ribella all’autorità del  creatore: inizia a provare dei sentimenti nei confronti della figlia del rabbino, che tenterà di rapire, dopo aver ucciso uno dei suoi pretendenti, il nobile Florian, su ordine del servo di Loew. Per rendere innocuo il Golem basterebbe strappargli la stella che porta sul petto, in cui è inserito un cartiglio con la scritta aemaeth (verità), parola rivelata al rabbino da Astaroth per infondere vita alla statua d’argilla. Ma il Golem ,ormai consapevole, difende strenuamente la stella: saranno dei bambini, che nella loro innocenza non lo temono, a togliere per gioco al gigante il cartiglio che lo tiene in vita.

Non fate arrabbiare il Golem…

Il Golem e la bambina

La suggestiva ambientazione e i costumi, che ricordano a volte i personaggi degli Arcani maggiori, restano impressi, così come l’espressiva interpretazione di Wegener (nei “panni” del Golem); l’evocazione esoterica di Astaroth impressiona anche oggi, senza l’ausilio di effetti speciali fatti a computer.

l’apparizione di Astaroth

La figura del Golem continua ad apparire in film, libri e fumetti, e tuttora piccoli Golem souvenir si trovano nei negozi di Praga: gli epigoni non mancano, basti pensare alla creatura di Frankenstein o agli androidi.

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2 risposte a Il fascino del Golem

  1. Federica B. ha detto:

    ciao proprio carino il tuo nuovo blog e soprattutto i tuoi articoli!!!!! Interessante la storia del Golem (mi ha sempre affascinato) e mi sono sempre chiesta cosa ci sia di effettivamente vero in questa storia. Peccato non essere riuscita ad andare al cinema mentre eri a Milano, ma, manco a farlo apposta mi sono ammalata con un po’ di unfluenza (niente di gravissimo per fortuna!!!). Alla prossima e grazie ancora per il link del blog.
    Federica (mamma di Ida)

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