“Tutto era tranquillo, nella vecchia casa di ringhiera di Via Tadino…”

 

Il commissario di Pubblica Sicurezza Mario Arrigoni, uomo di mezza età, milanese da generazioni, sposato con una donna più giovane di lui (e molto avvenente, di cui è un po’ geloso), padre di una ragazzina scostante sui dodici anni, questa volta si trova alle prese con un delitto che viene bollato troppo frettolosamente come suicidio: in una casa di ringhiera di Via Tadino, dalle parti di Porta Venezia, all’ora di cena il corpo di una signora quarantenne precipita dal quarto piano. Dopo gli interrogatori di rito e le confidenze indiscrete dell’immancabile portinaia ficcanaso, si scopre però che la vita della presunta suicida non è così lineare come si vorrebbe credere; dietro la facciata irreprensibile di moglie e madre di famiglia si nascondono segreti e scandali che coinvolgono anche altri abitanti della casa di righiera di via Tadino 17/a…

Più che la trama gialla in sè, dalla soluzione intuibile e un po’ affrettata, è interessante ne Il giallo di Via Tadino la capacità evocativa del libro, che riesce a ricreare con efficacia l’atmosfera della Milano anni ’50, tra vecchie botteghe, bar, viaggi in tram dai numeri di linea ormai scomparsi ed abitudini e usanze tipiche delle famiglie medio borghesi di sessant’anni fa (i pasticcini della domenica, il giro sulle giostre dei giardini di Porta Venezia…); chi conosce i luoghi del libro avrà poi l’ulteriore spunto di divertirsi a confrontare ieri ed oggi, quel che è mutato e quel che, in fondo, è rimasto molto simile.

La Milano del secondo dopoguerra, con il suo ottimismo e la voglia di fare e ricostruire, è lo scenario (nonchè una dei protagonisti) di questo giallo di Dario Crapanzano, edito da Fratelli Frilli, casa editrice che dimostra anche in quest’occasione un interesse, oltre che per gli autori esordienti, per le storie in cui l’atmosfera noir si accompagna agli aspetti tipici (ed a volte folcloristici) della città in cui si svolgono, aggiungendo alla trama una patina di credibilità e di immedesimazione, specialmente per chi riconosce i luoghi ed il contesto.

pubblicato su Frews

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