Lola, interprete di se stessa

Lola Montes (1955)

La scena si svolge sotto il tendone di un circo che sembra aver vissuto giorni migliori, con gli immancabili nani, clown ed un pretenzioso imbonitore: ma la vera protagonista è lei, Lola Montez, affascinante ballerina e avventuriera, amante di artisti e teste coronate, sfrontata e irresistibile, colei che “tutte le donne vorrebbero essere”; attrazione circense Lola, ridotta alla miseria dopo una vita di splendori, recita e rivive ogni sera la sua stessa vita per il pubblico pagante; ma questa volta la bella Lola non riesce a rievocare di nuovo la tormentata esistenza, “troppi ricordi” la tormentano…

Lola Montez


Questo l’incipit dello stupendo film (interpretato da Martine Carol e Peter Ustinov) girato da Max Ophüls nel 1955, basato sulla vicenda biografica (romanzata) di Lola Montez (o Montes), ballerina e nobildonna spagnola (in realtà era irlandese e per nulla nobile), femme fatale che spezzò cuori e seminò scandali nell’Europa del XIX secolo. Ophüls assegna a Lola il ruolo di attrice della sua stessa vita, costringendola a rivivere e rivedersi, sotto la lente deformante e grottesca del circo, tramutata in personaggio fittizio per la gioia del pubblico provinciale, lei che era una delle vere protagoniste della vita mondana del suo tempo.  Se sia realtà o finzione, nessuno lo sa più ormai, neanche la stessa Lola, che confonde i ricordi veri con le finzioni del copione.

Il suo vero nome era Eliza Rossana Gilbert (1821 – 1861): dopo un’infanzia tormentata, sposò giovanissima un luogotenente, da cui presto si separò: iniziò quindi la sua vita d’avventuriera, creandosi una nuova fascinosa identità, quella della ballerina spagnola Lola Montez, diventando presto famosa in tutta Europa. Famosi i suoi flirt con Franz Liszt e Alexandre Dumas padre; della relazione con il compositore ungherese si ricorda  anche la sua discutibile performance durante l’inaugurazione della statua di Beethoven a Bonn nell’estate del 1845: l’avvenimento scatenò i pettegoli di tutte le corti europee e certo diede il colpo di grazia al legame, già in fase conclusiva, del musicista con la contessa Marie d’Agoult.

Ludwig I di Baviera

Ma il vero colpo magistrale di Eliza – Lola fu la conquista di Ludwig I di Baviera, monarca dal temperamento appassionato, amante dell’arte e del fascino muliebre (nonchè futuro nonno di Ludwig II, che invece dilapiderà le reali casse  per amore della musica di Richard Wagner): nel 1847 Ludwig I nominò Lola contessa di Landsfeld, e non esitò ad eliminare dal parlamento la fazione degli Ultramontani, contrari alla sua scandalosa relazione. La rivoluzione del 1848 ed il malcontento generale costrinsero il monarca ad abdicare a favore del figlio Massimiliano: Lola fuggì in America e poi in Australia, alla ricerca di nuove avventure.  Riprese le sue scandalose esibizioni (durante la quali non mancava l’ambigua “danza del ragno”), ma questa volta, invece che da artisti e teste coronate, il suo pubblico era composto da minatori e grezzi coloni.  Una polmonite la stroncò, a neanche 40 anni, appena in tempo per evitare l’immancabile declino che avrebbe causato la vecchiaia.

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