Passi e citazioni da La Recherche (4)

LA PRIGIONIERA

– Anche fisicamente, Albertine era mutata. I suoi lunghi occhi azzurri, allungandosi ancora di più, non avevano serbato la stessa forma; il colore sì, era lo stesso, ma sembrava che fosse passato allo stato liquido. Così, quando li chiudeva, era come se qualcuno vi impedisse, tirando una tenda, di vedere il mare.

– Il piacere che tutti quanti provano nel rivedere i ricordi collezionati dalla loro memoria è spesso più vivo, ad esempio, in coloro cui la tirannia del male fisico e la speranza quotidiana della guarigione impediscono, da un lato d’andare a cercare nella natura dei quadri che assomigliano a quei ricordi e, d’altro lato, lasciano una fiducia di poterlo fare presto sufficiente a mantenerli, di fronte ad essi, in uno stato di desiderio, d’appetito e d’impedir loro di considerarli dei semplici ricordi, dei quadri.

-Superata una certa età, l’anima del bambino che siamo stati e l’anima dei morti da cui siamo usciti vengono a gettarci a manciate le loro ricchezze e le loro disgrazie, chiedendoci di cooperare ai nuovi sentimenti che proviamo e nei quali, cancellando la loro vecchia effigie, li rifondiamo in una creazione originale.

– Così, in amore, bisogna temere non soltanto il futuro,  come nella vita d’ogni giorno, ma anche il passato, che molte volte non si realizza per noi se non dopo il futuro; e non parliamo solo del passato che apprendiamo a cose fatte, ma di quello che da gran tempo serbiamo dentro di noi e che di colpo impariamo a leggere.

– Si ama soltanto ciò che non si possiede per intero.

– La curiosità amorosa è come quella suscitata in noi dai nomi dei paesi: sempre delusa, rinasce di continuo, ed è sempre insaziabile.

–  Mi rendevo conto di quanto vi sia di reale nell’opera di Wagner rivedendo quei temi insisenti e fugaci che visitano un atto  e si allontanano soltanto per tornare, e – a volte lontani, assopiti, quasi distaccati – sono in altri momenti, pur rimanendo vaghi, così prossimi e pressanti, così interni, così organici, così viscerali da far pensare, più che alla ripresa d’un motivo, a quella d’una nevralgia.

– La musica – ben diversa, in questo, dalla compagnia di Albertine-  mi aiutava a discendere in me stesso,  a scoprirvi del nuovo: la varietà cercata invano nella vita, nei viaggi, di cui il flusso sonoro, mandando le sue onde soleggiate a frangersi e morire accanto a me, mi dava per altro nostalgia.

– (…) Mi chiedevo se la musica non fosse l’esempio unico di ciò che sarebbe potuta essere – se non vi fossero state l’invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l’analisi delle idee – la comunicazione delle anime.

–  E in amore è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un’abitudine.

Marcel Proust

 

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3 risposte a Passi e citazioni da La Recherche (4)

  1. Giordano ha detto:

    Si capisce più Wagner con una frase di Proust che con dieci trattati musicologici. In fondo quando i geni si incontrano non può che sfavillare la scintilla divina.

    • madamearquebuse ha detto:

      Perfettamente d’accordo, così come sono convinta che chi non conosca Proust e Wagner non sia cosciente di quel che si perde…

  2. Giordano ha detto:

    Infatti, godiamoci almeno questa fondata sensazione di superiorità sulle masse dei bifolchi che non hanno avuto l’illuminazione – e che in buona parte non sarebbero neppur in grando di riceverla. Moriremo di fame, ma lo faremo leggendo la “Recherches” mentre in sottofondo suona il preludio al III atto del “Tristan und Isolde”.

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