Scarface, ed i gangsters invasero lo schermo

Giornalista: Hey capo, questo Camonte, è un tipo di quelli che piacciono al pubblico, è un tipo pittoresco.
Il commissario: Pittoresco? che cos’ha di pittoresco un pidocchio? Ecco dov’è lo sbaglio di molti dei nostri giornalisti, fanno di questa teppaglia una specie di semidei. Che cosa diventa Camonte sui giornali? un eroe popolare, romantico, un campione sportivo. Passi ancora quando si trattava dei cattivi del west, che si battevano al sole, mano alla pistola e occhi negli occhi. Ma non questi vermi che sparano alle spalle della gente.

(Scarface- Lo Sfregiato, 1932)

Poco dopo la Strage di San Valentino, che permise ad Al Capone di conquistare il monopolio sul mercato illegale degli alcolici a Chicago, il versatile e geniale Howard Hawks (Susanna, La Signora del Venerdì, Un dollaro d’onore, Gli uomini preferiscono le bionde, Il grande sonno) girò nel 1930 Scarface, capostipite eccellente del nuovo filone del gangster movie, che porterà agli onori del piccolo schermo le guerre tra gang (spesso italoamericane) che padroneggiavano nell’America anni ’20 del proibizionismo. Per motivi censori,  il film fu proiettato sugli schermi solo nel 1932, con tanto di preambolo moraleggiante. Hawks, per dirla tutta, non aveva badato a sottigliezze per ritrarre il sanguinario boss Toni Camonte, una sorta di imperatore folle senza morale nè rispetto, pronto a liquidare con nonchalance il suo vecchio capo per associarsi con il suo peggior rivale e di insidiare la pupa del suo nuovo boss, per poi far uccidere anche lui.  Anche Toni però, ha il suo tallone d’Achille ed è la sorella Cesca, che lui vorrebbe chiusa in casa come ogni buona donna meridionale che si rispetti, ed invece preferisce passare il suo tempo tra parties ed amoretti, da brava donna emancipata dei roaring twenties. L’ossessione morbosa nei confronti di Cesca, che fa anche sospettare un’attrazione incestuosa da parte di Toni, lo condurrà alla rovina: uccidendo il neo sposo della sorella, suo ex-collaboratore, porterà la polizia sulle sue tracce.  Ormai solo, barricato in casa con la sorella, in preda ad un delirio di onnipotenza, verrà freddato da un poliziotto dopo l’ultimo vano tentativo di fuga.

Toni Camonte e Cesca

 La volenza immotivata, la sete inesauribile di denaro e di potere di Camonte, la sua debolezza dovuta all’attaccamento innaturale per la sorella, i contrasti di questa epica figura di villain anni ’20 costituiscono il fascino duraturo di questo film, a cui si ispirerà anche Brian de Palma con il suo omonimo remake del 1983.

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