“Un gran porcaccion”

Coerenza, onestà e incorruttibiltà non sono mai state doti dei politicanti italiani, da 150 anni a questa parte: gli scanda-letti odierni sono universalmente noti, ma non tutti forse conoscono questo irriverente canto popolare creato nel 1944 da un gruppo di partigiani di Giustizia e Libertà (tra i quali Nuto Revelli, autore anche della celebre Pietà l’è morta) in onore (?) di Pietro Badoglio, uno dei reponsabili della disfatta di Caporetto, impunito, riciclatosi con il fascismo vicerè d’Etiopia e governatore dell’Eritrea, nonchè firmatario dello sciagurato Manifesto della razza, poi ancora capo del governo dopo la caduta di Mussolini. Sono passati decenni eppure opportunismo e cialtroneria sembrano sempre essere la via d’elezione dei politici italiani d’oggi e di ieri…

 

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Una risposta a “Un gran porcaccion”

  1. Giordano ha detto:

    Con Francia o Spagna purché se magna si diceva nella roma del Cinquecento e il vassallo pontificio Alfonso d’Este schiudeva i guadi sul Po ai lanzi di Carlo V che marciavano su Roma. Il trasformismo è da sempre la più tipica virtù (?) italica.

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