La Genova noir di Bacci Pagano

Genova di notte (foto wikipedia)

Genova di notte (foto wikipedia)

Come testimonia il successo di Montalbano e delle antologie Crimini e Crimini italiani, il giallo italiano contemporaneo tende a prediligere personaggi inseriti in un contesto geograficamente ben definito, accostando alla trama (sempre più con accentuate sfumature noir) uno sfondo urbano (o regionale) nettamente caratterizzato.  Basti pensare alla Bari di Carofiglio, la misteriosa Bologna di Lucarelli ed ancor prima di Macchiavelli (l’ispettore Sarti Antonio è stato forse uno dei primi personaggi a muoversi in un contesto cittadino preciso, insieme al milanese Duca Lamberti dell’indimenticabile Scerbanenco), la Sardegna di Marcello Fois, solo per fare alcuni esempi.  Genova invece, con i suoi labirintici carrugi, il nuovo porto e le antiche piazze, i ricchi armatori e la folla multietnica, è lo sfondo in cui si muove Bacci Pagano, a bordo di una Vespa o di un vecchio e indistruttibile Maggiolone Volkswagen. Ex-studente di Lettere,  divenuto investigatore privato quasi per caso, uomo di mezz’età disilluso dalla vita e dall’amore, collezionista di pipe ed amante di Mozart, della buona tavola, delle belle donne e della lettura, Bacci è un anti-eroe con mille dubbi e incertezze in cui è difficile non identificarsi.  L’esordio editoriale del detective genovese avviene con Bacci Pagano una storia da carruggi (2004) benché l’autore Bruno Morchio avesse già scritto Maccaia e La crêuza degli ulivi, ripubblicati in seguito. Successivamente Bacci farà una gita anche in Sardegna (Con la morte non si tratta), ma il suo habitat d’elezione resta Genova, non solo sfondo ma vera e propria protagonista con i suoi colori, odori e suoni resi in descrizioni accuratissime e suggestive. Nonostante il successo delle avventure di Bacci Pagano, è a volte difficile trovare i romanzi nelle librerie al di fuori della Liguria, probabilmente a causa della limitata distribuzione di cui dispone la piccola casa editrice (Fratelli Frilli) che ne ha pubblicato i primi volumi.  Un peccato, perché  Bacci è un personaggio affascinante ed ironico, anche se non del tutto innovativo (si intravedono in filigrana le influenze, per esempio di Pepe Carvalho); i suoi romanzi offrono una lettura piacevole, con trame serrate e personaggi realistici seppur un po’ schematici, oltre che un divertente viaggio tra gli angoli inaspettati di Genova e dell’Appennino.

Pubblicato su InLibertà

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