Passi e citazioni da La Recherche (1)

Chiunque si accinga ad iniziare À la recherche du temps perdu, il capolavoro di Marcel Proust, può immaginarsi che questa lunghissima narrazione lo trasporterà in una dimensione temporale a sè stante, dove l’arte e la bellezza hanno un posto di rilievo, in un universo popolato da nobili creature quasi mitizzate, ma al tempo stesso corrotte e viziose, le cui vicende s’intrecciano e si complicano creando, di fronte agli occhi stupiti ed affascinati del narratore, una proiezione di Proust stesso.

Ho scelto alcuni passaggi del testo, una piccola selezione tra quelli che mi hanno colpito maggiormente per la maestria delle descrizioni o per la vicinanza a sensazioni ed impressioni vissute individualmente ed al tempo stesso così universali.

DALLA PARTE DI SWANN

Combray

– (…) Fra tutti i presupposti che l’amore esige per nascere, ciò a cui tiene di più, e che gli fa chiudere un occhio sul resto, è la nostra convinzione che una persona partecipi a una vita sconosciuta nella quale il suo amore ci farebbe penetrare. (…)

– (…) Inseguivo fino alla scarpata, che al di là della siepe saliva scoscesa verso i campi, qualche papavero disperso, qualche fiordaliso rimasto pigramente indietro, che l’ornavano qua e là con le loro corolle così come nella bordatura di un arazzo compare, sparsamente accennato, il motivo agreste che trionferà nel centro; ancora radi, spaziati come le singole case che annunciano già l’approssimarsi di un villaggio, essi mi annunciavano l’immensa distesa dove dilagano le messi, dove s’accavallano le nubi, e la vista di un solo papavero che inalberava in cima alla sua fune e lasciava sferzare dal vento il rosso della sua fiamma al di sopra del nero unto della sua boa, mi faceva battere il cuore, come al viaggiatore che, scorgendo su una terra bassa una prima barca incagliata e un calafato che la ripara, esclama, prima ancora di averlo visto: << Il Mare! >>.

 

ALL’OMBRA DELLE FANCIULLE IN FIORE

Intorno a Madame Swann

– Parallelamente, in amore, per quanti sforzi si facciano, le barriere non possono essere infrante dall’esterno ad opera di chi ne è condotto alla disperazione; ma quando questi non se ne preoccuperà più, allora, di colpo, per effetto d’un lavoro compiuto altrove, nell’animo di colei che non amava, le stesse barriere prima attaccate senza successo cadranno senza costrutto.

– La felicità ci arride quando, ormai, ci lascia indifferenti.

Nomi di paesi: il paese

– (…) La saggezza non la si riceve, bisogna scoprirla da soli al termine di un itinerario che nessuno può compiere per noi, nessuno può risparmiarci, perché è un modo di vedere le cose.

– (…) è perché una certa somiglianza esiste, pur evolvendosi, tra le donne che via via amiamo, e dipende dalla fissità del nostro temperamento il quale, assumendosi l’incarico di sceglierle, elimina tutte quelle che non siano per noi, ad un tempo, opposte e complementari, vale a dire atte a soddisfare i nostri sensi e a far soffrire il nostro cuore.


Marcel Proust


 

 

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